L'ex libreria Spagnola in piazza Navona
I locali dell’ex Libreria Spagnola di piazza Navona, occupati oggi da un museo dedicato ai gladiatori romani

La prima sede della Libreria Spagnola, fondata e gestita dalla suore dell’Istituto Secolare “Vita et Pax” nel 1962, si trovava in via Monserrato. Negli anni ’80 il trasferimento in piazza Navona, con una specializzazione principalmente in testi religiosi in lingua spagnola. Nel 2010 le suore lasciarono la gestione della libreria, che si aprì ad altri generi. 

Il libro “Guida alle librerie indipendenti di Roma” descriveva così il nuovo corso della la Libreria Spagnola:

Qui hanno trovato casa titoli pubblicati da editori spagnoli e sudamericani irreperibili altrove. Tanti i settori: narrativa, filosofia, psicologia, linguistica, diritto, teatro, cinema, cucina. E poi, testi universitari, libri per ragazzi, guide turistiche e volumi d’arte su Roma e l’Italia da regalare o mettere in bella vista nello scaffale di casa. C’è anche anche un reparto novità e uno spazio dedicato agli scrittori italiani e stranieri tradotti nella lingua di Marquez. In più, un impressionante servizio di ricerca di testi fuori catalogo.

«6.000 euro al mese» l’affitto per la sede di piazza Navona nel 2016

Nel 2016, strozzata dal caro affitti, la direttrice Patrizia Porpora (subentrata alle suore di Vita e Pax) era stata costretta a spostare la sede nella più “economica” via di Monte Brianzo, mentre al posto degli storici locali in piazza Navona ha aperto un turisticissimo “Gladiator Museum”, dedicato alla storia dei gladiatori romani.

Il contratto d’affitto della sede di piazza Navona era arrivato a 6.000 euro al mese, aveva raccontato Porpora al quotidiano spagnolo ABC in un’intervista disponibile qui (in lingua).

Appena un anno dopo, la chiusura definitiva «a causa della congiuntura poco favorevole», come spiegato in un post su Facebook, come si legge sul sito IlLibrario.it, che ne dava notizia il 30 giugno 2017.

«Lasciare piazza Navona è stata la morte e il colpo finale per librerie ce lo ha dato Amazon», aveva spiegato Porpora a ABC, lamentando anche «l’indifferenza delle istituzioni spagnole» verso le sorti di quello che era diventato un punto di riferimento per la cultura spagnola e latinoamericana in Italia. 

Una finestra sulla cultura spagnola e sudamericana nel centro di Roma

«La Libreria Spagnola di Roma nasce nel 1962, con lo scopo di diffondere in Italia la cultura spagnola e latinoamericana», si legge nella presentazione della libreria sul sito, recuperabile tramite Web Archive. La nuova gestione era impegnata «non solo a sostenere la divulgazione della lingua e della cultura spagnole» ma anche «a rafforzare questa tendenza a livello nazionale, mettendosi al servizio di tutti gli studenti, gli insegnanti e gli appassionati che intendono approfondirne la conoscenza».

La sede di piazza Navona disponeva «di più di 30.000 titoli di libri in spagnolo (e in portoghese)». Durante la sua attività, la libreria è stata «in contatto con le più autorevoli istituzioni spagnole e latino americane, come l’Istituto Cervantes, La Real Academia e l’IIla (Istituto Italo Latino Americano), nonché con le principali case editrici spagnole e latinoamericane», oltre ad essere stata «l’unico referente italiano per quanto riguarda le pubblicazioni cubane». 

L’argentino Nicolás Fuster aveva raccontato la sua esperienza come libraio alla Libreria Spagnola in un’intervista al progetto “Racconta un libraio”. L’articolo è disponibile qui.

ndr. Le traduzioni dallo spagnolo sono mie

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