Negli anni sono stati pubblicati diversi libri che parlano delle librerie di Roma, per accompagnare lettori e appassionati alla scoperta di questi luoghi di cultura attraverso itinerari dal centro alla periferia.
Oggi però chi inizia a sfogliare quelle guide per seguire quei percorsi si trova di fronte a un panorama desolante: intere zone della Capitale sono ormai prive di librerie, come i dintorni di via del Corso o la storica via del Pellegrino.
Ho raccolto alcuni di questi libri sulle librerie romane. I primi due sono stati il punto di partenza per mappare quelle raccontate in questo progetto, mentre gli altri, aggiunti successivamente, hanno arricchito il mio lavoro con nuove note e dettagli interessanti.
“Passeggiate tra le librerie romane” di Fabrizio Tripoti
Versione cartacea del blog “Passeggiate tra le librerie romane” ospitato un tempo su Kataweb, rappresenta per me ancora oggi la guida più esaustiva sulle librerie di Roma.
Aggiornato al 2010, il libro propone 8 itinerari da seguire per incontrare vecchie e nuove librerie, arricchiti da commenti e fotografie. Nel descrivere le librerie allora ancora in attività, Tripoti offre anche preziose informazioni sulle librerie storiche già chiuse, la cui scomparsa risale a diversi anni prima dell’inizio del suo lavoro di catalogazione, nel 2002. Il libro è disponibile qui.
“Guida alle librerie indipendenti di Roma” di Roberta Barbi, Sara Regimenti e Egilde Verì (edizione NdA)
Pubblicato nel 2011, racconta ben 105 librerie di Roma, scritta «a sei mani da tre giornaliste innamorate della lettura». Non segue un itinerario preciso, ma raccoglie le librerie per zone, dagli storici rioni del centro a quartieri più o meno periferici, fino al litorale.
Ognuna è presentata con una scheda che offre una descrizione della libreria e della sua offerta, accompagnata dalle testimonianze dei librai. Questi racconti svelano il mestiere, le sfide affrontate per adattarsi ai cambiamenti delle abitudini di lettura e di acquisto del pubblico, e il ruolo delle librerie nella vita dei quartieri e della città. «Questa guida ci è costata chilometri di strada, centimetri di suole andate a male e bibliche sudate. Eppure, l’incontro coi librai ci ha sempre ripagato. A volte siamo rimaste con loro ore ed ore a parlare di letteratura, politica o della migliore ricetta», spiegano le tre autrici.
“Guida ragionata alle librerie antiquarie e d’occasione d’Italia” di Claudio Maria Messina
Un vero e proprio “cult” per chi ama i libri che parlano di librerie e gli itinerari di lettura. Ripubblicato in più edizioni nel corso degli anni, l’ultima risale al 2003 e contiene più di 500 schede per altrettante librerie e studi bibliografici in oltre 80 diverse località, con 120 itinerari per guidare il lettore.
Librerie, studi bibliografici, bancarelle: l’elenco dei luoghi censiti a Roma è lungo. Alcune schede sono lapidarie, altre invece svelano dettagli più interessanti e aneddoti gustosi frutto dei racconti appassionati dei librai di lungo corso consultati durante le ricerche.
Claudio Maria Messina è una figura nota nel mondo dell’editoria romana, titolare della Robin Edizioni e scrittore. Nel 2008 ha scritto anche un libro giallo, “Il libraio di viale Mazzini”, ambientato tra collezionisti e appassionati di libri antichi.
“I libronauti. Viaggio per le librerie in Italia e nel mondo” di Oliviero Diliberto (Aliberti Editore)
“Pubblicato nel 2007, questo libro raccoglie le rubriche curate dall’ex ministro e giurista per Il Giornale di Reggio e il quotidiano online Emilianet. Per circa due anni, l’autore ha raccontato le librerie che aveva visitato in Italia e all’estero, dedicando diverse pagine alle librerie di Roma.
Mentre l’antica libreria Croce è descritta in modo più generico, altre, come la libreria antiquaria Ponti che si trovava un tempo in via Tomacelli o la libreria Tara, un piccolo gioiello ancora presente in piazza del Teatro di Pompeo, ricevono un’attenzione più personale. Qui, Diliberto si lascia andare a riflessioni intime, frutto della sua evidente vicinanza e frequentazione con i librai.
“Via Ripetta 67. ‘Al Ferro di Cavallo’: pittori, scrittori e poeti nella libreria più bizzarra degli anni ’60 a Roma”
Il titolo dice già tutto. Agnese Di Donato racconta la storia della «piccola, inedita ed eccentrica» libreria da lei fondata nel 1957 e diretta fino al 1966 e diventata subito punto di attrazione per avanguardie letterarie e artistiche degli anni Sessanta.
Quegli anni che hanno visto fiorire la meglio avanguardia della pittura, della letteratura, della musica, della poesia, che ci hanno visti uniti tutti i giorni negli studi, intorno a un tavolo di trattoria o ai tavolini di Rosati o di Buccone a discutere di tutto, di arte e di Fidel Castro o di come sbarcare il lunario per far fronte alle esigenze quotidiane.
In poche pagine, Di Donato rievoca l’atmosfera di quel periodo irripetibile. Al Ferro di Cavallo passavano poeti e scrittori come Moravia, Ungaretti, Pasolini, Pound, Tzara, Fosco Maraini e artisti come Burri, Afro, Capogrossi, Pascali. Magari un po’ troppo autoreferenziale in alcuni momenti, ma sicuramente un documento interessante.
Più coinvolgente, secondo me, è l’epilogo “Il quartiere dei lillà” scritto da Antonio Mallardi, che all’epoca fu libraio e collaboratore di Di Donato e che ha raccontato più nel dettaglio l’attività quotidiana tra gli scaffali della libreria Al Ferro di Cavallo, rispetto ai ricordi più “mondani” dell’autrice.
