L'ex libreria Bocca affacciata su piazza di Spagna
L’ex libreria Bocca affacciata su piazza di Spagna

Una vecchia cartolina in bianco e nero condivisa su Facebook mostra com’era la libreria Bocca di piazza di Spagna, probabilmente agli inizi del Novecento.

Sulla facciata in pietra del palazzo che fa angolo con via della Carrozze, l’insegna semplice – BOCCA – sovrasta l’ingresso incorniciato da una elegante pensilina. Ai lati, due finestrini e due ampie vetrine arcuate ornate da tende chiare espongono file di libri.

Cartolina d’epoca della Libreria Bocca (fonte: Città di ieri)

In quegli stessi locali aveva avuto sede prima lo storico Caffè degli Inglesi (con decorazioni di Piranesi) e poi la libreria Spithöver.

L’esperto filatelico Marco Occhipinti nel suo blog Sfizi.Di.Posta descrive così l’attività della libreria Spithöver, che poi avrebbe ceduto il passo alla libreria Bocca:

Di proprietà di Guglielmo Haass, era molto attiva a Roma tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, principalmente nella pubblicazione di mappe e cartografia, e fu l’editore del “Nuovo bullettino di archeologia cristiana“, una rivista scientifica stampata dal 1895 al 1922

Elio Pecora racconta gli anni d’oro della libreria Bocca

Specializzata in libri d’arte (anche in lingua straniera), la libreria Bocca ha cessato la sua attività negli anni Novanta. Era frequentata da intellettuali, artisti e personalità di spicco che abitavano all’epoca nella zona, come ricorda il poeta Elio Pecora nel suo memoir “Il libro degli amici” (edito da Neri Pozza). Pecora stesso lavorò per un periodo alla Bocca.

Alla Bocca, con le vetrine su piazza di Spagna e su via delle Carrozze – nelle quali su leggii intarsiati e su antichi damaschi stanno in mostra preziosi libri d‘arte – conviene una folla di illustri

È la Roma di metà anni Sessanta. Pecora è arrivato nella Capitale nel settembre 1966. Dopo un primo impiego alla libreria Rizzoli di via Veneto, viene assunto al termine di una prova di tre mesi (insieme a un giovane Bruno Corà) dal direttore della libreria Bocca, «autore di libri fotografici sull’Urbe». Poco dopo, Pecora si licenzia ma tornerà a lavorare alla Bocca «a dar consigli a lettori indecisi».

Scrittori e artisti “passano a chiedere dei loro libri, o solo a conversare”, racconta Pecora: Goffredo Parise («fra i più loquaci»), Natalia Ginzburg, Gianna Manzini, Giorgio Bassani (che «ha toni da maestro esigente»), Mario Praz (che gli autografa una copia del suo “Il patto col serpente”, scrivendo una «dedica breve e contorta»). Diventa amico di Elsa Morante, conosciuta proprio in libreria.

In quegli anni si affacciano anche Federico Fellini («ha voce tenera, chiede acqua fresca, sfoglia libri d’arte, sparisce dalla porta di via della Carrozze»), che abitava con la moglie Giulietta Masina nella vicina via Margutta . Silvana Mangano, che viveva nello stesso palazzo sede della libreria, nei ricordi di Pecora «sosta eterea davanti agli scaffali di cinema», insieme al figlio Federico De Laurentiis, un bambino «biondo e attento» (che morirà nel 1981 in un incidente aereo in Alaska, a soli 26 anni). Il poeta incontra anche Ingrid Bergman, dai «lunghi piedi» che sembrano sfiorare la moquette verde della libreria, e intravede al di là delle vetrine, tra i flash dei paparazzi, Brigitte Bardot. Complice l’assenza per malattia dell’addetto alle consegne, un giorno Pecora si avventura fino a casa di Anna Magnani, in piazza del Gesù, per consegnarle un libro che l’attrice aveva ordinato.

Nei ricordi di Elio Pecora frequentano la libreria Bocca anche il figlio del generale Badoglio, Enrico d’Assia, «la Feltrinelli madre con passo militaresco e accento bavarese» (ossia Giannalisa Gianzana, madre di Giangiacomo Feltrinelli) e politici come Spadolini e Bruno Visentini. Ma ci sono anche «una folla di celebrità, e non pochi fra marchesi e contesse, miliardarie loquaci e sarti di grido».

La chiusura nel 1994

La libreria Bocca ha cessato la sua attività nel 1994. Un articolo del Corriere della sera del 17 settembre 1994 ne annuncia infatti la chiusura:

Non riaprirà più Bocca, l’antica libreria che si affacciava su piazza di Spagna, già all’indomani di Roma capitale. Qualche anno fa dovette “arretrare” di qualche vetrina per far posto a una nota agenzia di viaggi. Ora non venderà più i suoi bei volumi d’arte e antiquariato agli affezionati clienti.

La libreria Bocca oggi: al suo posto una boutique Chanel

Oggi al posto della libreria Bocca, al numero 84 di piazza di Spagna, sorge una boutique Chanel. Osservando le immagini di Google Maps risalenti all’ottobre 2014, si vede la boutique ancora in fase di allestimento. I finestrini laterali risultano murati di fresco e la pensilina originale sopra l’ingresso è assente. In una foto dell’anno dopo, la boutique è ufficialmente aperta. I finestrini non si vedono più ed è tornata la pensilina.

FONTI

E. Pecora (2017). Il libro degli amici. Vicenza: Neri Pozza

S. Trabucchi, Chiudono “Bocca” e “l’Artistica”, «Corriere della Sera», edizione Roma, 19 settembre 1994

M.Occhipinti, Papiri d’Egitto!, «Sfizi.Di.Posta», 31 ottobre 2022, disponibile su https://www.sfizidiposta.it/2022/10/31/papiri-degitto/ [ultimo accesso 28/4/2025]

Lascia un commento